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Analisi delle caratteristiche di genere e delle peculiarità di impego nel comparto della difesa, sicurezza, soccorso pubblico e difesa civile

Un interessante articolo di Congedati Folgore che riporta che l’Esercito statunitense ha uniformato le prove di efficienza fisica per uomini e donne per l’accesso ai ruoli Combat. Ecco il mio pensiero in merito estratto dal testo “La preparazione fisica e le peculiarità di impiego del personale del comparto della difesa, sicurezza, soccorso pubblico e difesa civile”

Il poliziotto è un mestiere per donne? L’argomento è oggetto di approfondita discussione, nel XXI secolo esistono ancora attività lavorative per uomini e per donne? Prima di analizzare i luoghi comuni che possiamo incontrare su questa tematica si ritiene interessante fare una premessa con alcune considerazioni.

Al di là di quelli che possono essere i pregiudizi, è fisiologico che vi siano mansio- ni più vicine a quelle che sono le caratteristiche proprie del genere maschile e ruoli più consoni tendenzialmente al genere femminile. È possibile ritenere non pro- priamente corretto esprimere una valutazione legata soltanto al genere, è necessario individuare quali sono le caratteristiche della professione e capire chi possiede tali attribuzioni. Nelle mansioni dove viene previsto un impegno fisico particolarmente elevato è normale che la maggior parte delle persone che rispondono a quei requisiti siano di genere maschile, ma non è detto che una donna non abbia i requisiti per poter svolgere bene quegli incarichi. In mansioni dove è richiesta una maggiore at- tenzione e sensibilità è probabile che siano i soggetti di genere femminile più vicini a tale compito.

Ad esempio per rimanere nel contesto delle forze armate o delle forze di polizia vi

sono delle esigenze legate al possesso di una determinata statura legate a compiti di rappresentanza, come nel caso dei corazzieri o nel caso degli agenti della Polizia di Stato che svolgono servizio all’ingresso di Palazzo Chigi. I Corazzieri devono pos- sedere una statura di almeno 190 cm e una costituzione corporea adeguatamente armoniosa per poter entrare a far parte del Reggimento. È possibile che la maggior parte dei Carabinieri che possiedono la statura richiesta siano uomini, poiché me- diamente alti 13 centimetri in più rispetto alle donne.

Ma se per poter svolgere sia le funzioni di rappresentanza che le altre mansioni di scorta del Presidente della Repubblica proprie del Reggimento Corazzieri desidera candidarsi un Carabiniere donna, alta almeno 190 cm e in possesso dei requisiti ne- cessari per poter svolgere quella mansione non si vede il motivo per cui questo non possa essere possibile.

È doveroso riflettere se prevedere parametri antropometrici e standard diversi nelle procedure di reclutamento può essere funzionale alle modalità con cui assolvere alla

professione…………………………

In conclusione, è possibile affermare che il fenomeno oggetto dello studio è estre- mamente complesso, da un lato la necessità di garantire pari opportunità al genere femminile di accedere a professioni fino a pochi anni orsono ad appannaggio esclu- sivamente del genere maschile, dall’altro la necessità di prevedere parametri antro- pometrici e funzionali necessari per l’assolvimento in sicurezza e con efficacia delle mansioni previste.

Come abbiamo potuto vedere, attualmente nei corpi di polizia a ordinamento civile e militare e nelle forze armate vengono richiesti parametri diversi in relazione al genere. Le riflessioni che si possono fare in merito, già ampiamente espresse sono: è funzionale all’impiego richiedere parametri diversi per i due generi se poi, questi, svolgono la stessa mansione? L’approccio dell’ambiente che per eccellenza studia le necessità in termini di struttura fisica e capacità motorie e cioè lo sport mostra che i modelli della prestazione sono diversi per uomini e donne, ma c’è una differenza da considerare, nell’attività sportiva non esistono competizioni aperte a entrambi i sessi e di conseguenza, per esempio, la pallavolista che gioca centrale si confronterà con una avversaria alta 195 cm, e non un avversario alto 206 cm (statura media dei centrali uomini di elevata qualificazione).

Vi sono alcune eccezioni: la prima riguarda gli sport motoristici e l’equitazione,

dove è presente un supporto, meccanico o animale, che praticamente attenua le fi- siologiche differenze prestazionali tra i due sessi; la seconda è legata alla figura degli arbitri, dove troviamo figure di genere maschile e femminile negli stessi contesti, per esempio competizioni a cui partecipano atleti dello stesso genere oppure arbitri di genere diverso rispetto a quello dei giocatori. Se noi ci riferiamo a giochi sportivi come il tennis o la pallavolo, dove gli arbitri sono seduti o stazione eretta e hanno soprattutto un impegno di natura “attentiva” in cui la buona forma fisica può essere indubbiamente di aiuto, ma non è una discriminante, i parametri fisici possono tranquillamente essere diversi tra l’arbitro uomo e quello donna. Ma se, invece, prendiamo due discipline, come il calcio e la pallacanestro, dove gli arbitri seguono i giocatori in campo durante lo svolgimento del gioco, le considerazioni possono essere diverse, l’arbitro donna se arbitra gli uomini deve muoversi alla loro velocità. Qui, però, abbiamo due esempi diversi quello del calcio e del calcio a 5, dove alle donne arbitro vengono richiesti parametri diversi rispetto ai colleghi maschi pur arbitrando allo stesso livello (Fig. 16) e quello della pallacanestro dove, dopo un

attento studio, la Commissione Tecnica FIBA (Federazione Internazionale Pallaca- nestro) ha deciso che per ottenere la licenza di arbitro internazionale i parametri nel test FIBA Elite Yo-Yo fossero FIBA Level 30 (16-3) per arbitri maschi e donne nelle competizioni maschili e FIBA Level 23 (15-4) per arbitri femminili (Fig. 17).

L’approccio della pallacanestro sembra in linea con l’approccio sportivo, l’arbitro per poter svolgere bene il suo ruolo deve possedere un livello di fitness aerobica cor- relato al livello dei giocatori presenti nella competizione che sta arbitrando e non al suo genere di appartenenza.

Attualmente la tendenza in Italia e in ambito internazionale è di svolgere le stesse prove per i due generi, ma di differenziare i parametri richiesti per uomini donne. In linea con questo approccio anche il Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco, che nei concorsi per vigili del fuoco prevede una lunga e articolata sequenza di esercita- zioni prevista nella prova motorio-attitudinale (un esempio nelle figg. 38, 39, 40) con richieste differenti per uomini e donne. A onor del vero, le nove trazioni alla sbarra per le donne rappresentano una prestazione assolutamente non facile e un eccellente livello di fitness anche per un uomo, a cui i vigili del fuoco richiedono almeno dodici ripetizioni.

È altresì ipotizzabile la previsione di standard diversi per l’accesso a mansioni dove

l’impiego non prevede un impegno fisico importante, ma dove la forma fisica rap- presenta un utile supporto allo svolgimento della professione. Un’ampia letteratura scientifica dimostra che avere un indice corporeo nella norma, buona flessibilità e buone capacità coordinative consentirà di diminuire l’insorgere di patologie di origine metabolica o da ipocinesia e migliorerà l’efficienza in ambito lavorativo. Sempre una buona efficienza fisica avrà una ricaduta positiva nel miglioramento dell’umore e nelle life skills. Potrebbe prevalere invece, in accordo con quanto affer- ma Heckman (2014) la linea di tendenza che prevede, nel caso della Polizia di Stato, che il personale che si occupa di prevenzione e controllo del territorio e che appar- tiene ai reparti mobili, esprima uguali prestazioni indipendentemente dal genere per fronteggiare simili minacce. In questo caso potrebbe essere importante prevedere uguali parametri antropometrici e motori.

In linea con questa teoria la FIBA che prevede, come abbiamo visto in precedenza,

parametri uguali per uomini e donne che arbitrano competizioni maschili.

Tutto questo non significa che la preparazione fisica debba prevedere un’attenzio ne particolare al genere femminile, poiché ampie evidenze scientifiche mostrano come sia più alta percentuale di infortuni nelle donne, sembra principalmente per la particolare conformazione del bacino e per la maggiore percentuale di massa grassa (Springer et Ross, 2011, APHC, 2020).

È auspicabile una profonda e accurata riflessione in futuro, affinché sia possibile con- temperare da una parte la necessità di garantire pari opportunità e tener conto del fisio logico gap antropometrico e fisiologico delle donne rispetto agli uomini e dall’altra di tutelare le peculiarità di alcune mansioni che prevedono un impegno fisico importante.

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